Manutenzione

Un biotopo funzionante in natura non ha bisogno di cure, ma un acquario ne rappresenta solo un frammento, per cui ci vuole l’intervento dell’uomo.

 

Filtro, termostato e alimentazione

Il filtro e il termostato devono sempre essere accesi.  Il rumore di una buona pompa è veramente minimo, non dà gran fastidio. Il termostato doverebbe essere tarato in maniera tale che tenga la temperatura dell’acqua attorno ai 24°Centigradi. I pesci vanno alimentati in piccolissime dosi più volte al giorno (due o tre) e devono consumare il cibo inserito nell’acquario entro pochi minuti. Se dopo cinque minuti ci sono ancora residui in giro, avete sbagliato le dosi.

 

Cambio d’acqua

 I cambi d’acqua dipendono dalla grandezza dell’acquario e dalla densità di popolazione. Di regola è consigliabile effettuare un cambio di 1/3 di acqua ogni quattordici giorno. Preparate la quantità necessaria di acqua 24 ore prima, facendola riposare. L’acqua del rubinetto contiene cloro e lasciandola riposare aggiungendo un buon biocondizionatore per un giorno questo evapora. In questo tempo l’acqua si stabilizza secondo la temperatura dell’ambiente. Usate secchi e taniche che utilizzate solo ed esclusivamente per l’acquario e non quelli che vi servono per le faccende di casa, perché per quanto li possiate sciacquare rimangono sempre dei residui dei prodotti chimici per le pulizie.

Per svuotare l’acquario basta una gomma oppure una campana a sifone, che vi permette contemporaneamente anche di pulire il fondo. Non fate troppa pressione, altrimenti risucchiate anche il fertilizzate. Basta appoggiarla leggermente sulla superficie della ghiaia, che verrà sollevata aspirandone la melma.

Prima naturalmente spegnete tutti i dispositivi elettronici: filtro, termostato e luce. Il filtro se non ha abbastanza acqua da pompare rischia di bruciarsi e il termostato se non è completamente immerso nell’acqua esplode. Mai mettere le mani in acquario quando i dispositivi sono accesi. Anche se l’acqua pura di per sé non veicola la corrente, l’acqua sporca invece diventa un ottimo conduttore. Non rischiate di rimanere fulminati per un hobby così bello.

Mettete un secchio per terra e dopo aver inserito la campana in acquario succhiate come in una cannuccia nella gomma. Appena l’acqua supera l’altezza del bordo dell’acquario, abbassate la gomma e l’acqua si riverserà nel secchio. Nel frattempo tastate delicatamente con la campana a sifone il terriccio. Il principio adottato che fa riversare l’acqua e lo stesso che usano gli enologhi per il vino o nelle birrerie (vedi foto sotto). Il vino da un contenitore ad un livello superiore viene riversato in un fiasco che si trova ad una altezza inferiore.

Una volta aspirata la quantità di acqua giusta, usate lo stesso metodo, mettendo il secchio o la tanica su una scaletta o un mobile più alto dell’acquario e riversate l’acqua preparata il giorno prima nella vasca. Non dimenticate il biocondizionatore o di tagliare l’acqua dal rubinetto con l’acqua d’osmosi, se la usate per i pesci che ne hanno biosogno.

Lasciate che l’acqua scorra lentamente e fatela rimbalzare su una radice o una pietra in acquario. Man mano che si riempie basta tenenere la gomma a livello dell’acqua e vedrete che si stabilirà una corrente lungo la superficie senza smuovere la ghiaia. Una volta riempito l’acquario, rimettete tutto in ordine e solo quando non dovrete più maneggiare nella vasca accendete i dipositivi elettronici.

 

Pulizia del filtro

Il filtro va pulito qualora la corrente risultasse notevolmente rallentata. Non pulite mai tutto il filtro, per non eliminare tutta la flora batterica e soprattutto no fatelo mai lo stesso giorno in cui effettuate un cambio l’acqua. La flora batterica si trova sia nel filtro che nel terriccio e impoverire entrambi gli insediamenti squilibria l’ecosistema. Risciacquate metà del materiale filtrante in un po’ di acqua dell’acquario e non sotto l’acqua corrente.

 

Piante

Oltre al fertilizzante di fondo, bisogna darne anche uno liquido per integrare gli elementi mancanti. In commercio si trovano una infinità di prodotti e vanno somministrati o ogni giorno oppure una volta a settimana, bisettimanalmente oppure mensilmente, acquistabili in soluzione o in forma di pastiglie da interrare. A voi la scelta. A larga scala viene diffuso il “Sera Florena” liquido e il “Sera Florenette” (in pastiglie) che si alternano ogni settimana. Se però volete spendere molto di meno, potete prepararvi il vostro concime: il PMDD.

Con l’inserimento delle piante è quasi impossibile non importare uova di lumache, o piccole lumanchine, che se l’acquario è tenuto male, possono diventare infestanti. La nostra utente Simovit ha scritto una mini guida sulle lumachine spazzine e come tenerle sotto controllo.

Ogni tanto bisogna sfoltire le piante, perché crescono troppo. Eliminate sempre le foglie marce e accorciate i steli lunghi delle piante se fuoriscono dalla superficie dell’acqua. Se la pianta produce stoloni come la vallisneria, prima o poi sarà necessario toglierne un po’.

Non buttate mai via niente, nel nostro mercatino si trova sempre qualcuno che le prende volentieri. Spedire le piante per posta è facile, basta seguire le istruzioni di Gio e arriveranno sane e salve a destinazione (poste permettendo).

Naturlamente, quando crescono le piante: spostate, ampliate e aggiungete, fino a quando non raggiungerete il risultato che volevate ottenere. Anche per le piante è buona norma osservare qualche giorno di quarantena, prima di introdurle nella vasca sciacquatele bene e magari lasciatele a mollo per un giorno o due con alcune gocce di un disinfettante non nocivo (Esha 2000) oppure con il biocondizionatore “Acqua Amica” della Askoll.

 

Per concludere

A chi rispetterà tutte queste piccole, ma necessarie regole, l’acquario darà grandi soddisfazioni. Ci sono tante possiblità come arrichire le proprie conoscenza su questo hobby e più ancora nello scatenare la fantasia nel creare l’ambiente ideale per i pesci. Come in tutte le cose, anche qui vale la regola d’oro: si inizia sempre dal piccolo. Pesci costosi o un acquario troppo elaborato esperano quasi tutti i principianti. In tal caso, non saranno solo i pesci a soffrire, ma anche il vostro portafoglio. Ricordate sempre: prima si impara l’abc, poi si abbinano le lettere per costruire le singole parole e infine, con un po’ di nozioni di grammatica, si può scrivere il diario: il mio acquario.

 

Un’ultima cosa!

“Cari amici neofiti acquariani, benvenuti nei mondi sommersi dell’acquariofilia”!

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a cura di Rudi Piccolo – Foto: Internet – (c) 2008 by Tropicalia, è severamente vietata la riproduzione anche parziale di testo e immagini senza il consenso dell’autore o dello Staff di www.tropicaliaonline.it.

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